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Annibale Guasco

Alessandria, 1540 - Alessandria, 1619
Annibale Guasco

Texto

Annibale (o Annibal) Guasco, dottore in legge, inizia a partecipare attivamente alla vita pubblica della città natale negli anni ’90, assumendo incarichi di rappresentanza. Il suo esordio letterario, nel 1567, risale alla militanza presso l’Accademia degli Illustrati di Casale Monferrato; in seguito, è tra i membri degli Inquieti di Milano e degli Immobili di Alessandria (di questi ultimi viene anche eletto Principe, in due diversi periodi). Agli scritti d’occasione composti per queste istituzioni, si aggiungono un’Opera […] in ottava rima, per la natività del Signore, la riduzione in versi della novella IV, 1 del Decameron (La Ghismonda […] in ottava rima), vari volumi di liriche e lettere, nonché discorsi di argomento filosofico e civico. Alcune delle sue prove poetiche, dettate da propositi encomiastici, sono dedicate a membri della dinastia dei Savoia, verso i quali Guasco professa la propria “devotione”. Un’“antica servitú” che si consolida quando sua figlia Lavinia viene accolta alla corte dell’Infanta Caterina Michela (Catalina Micaela) d’Asburgo, duchessa di Savoia. Come “dono” che accompagni la damigella, appena undicenne, a Torino, offrendole precetti di comportamento, Annibale compone un breve trattato monologico di institutio, il Ragionamento a D. Lavinia sua figliuola, della maniera del governarsi ella in corte (1586), che risente delle formulazioni di Castiglione, Guazzo e Speroni.